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	<title>Università Popolare Internazionale &#124; Associazione Interculturale Scientifica Internazionale</title>
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		<title>MENTRE L’ITALIA AFFONDA, A ROMA SI DISCUTE SUL SESSO DEGLI ANGELI</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 09:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Buonfiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità Gv. De Meo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono passati oltre quaranta giorni dalle elezioni politiche per il rinnovo di Camera e Senato e ancora non s’intravvede all’orizzonte uno straccio di governo. Il risultato elettorale che ne è conseguito, ha provocato uno stallo che si sta trascinando penosamente &#8230; <a href="http://www.upi-aisi.com/mentre-litalia-affonda-a-roma-si-discute-sul-sesso-degli-angeli/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center">Sono passati oltre quaranta giorni dalle elezioni politiche per il rinnovo di Camera e Senato e ancora non s’intravvede all’orizzonte uno straccio di governo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato elettorale che ne è conseguito, ha provocato uno stallo che si sta trascinando penosamente da allora.</p>
<p style="text-align: justify;">Ognuna delle tre forze che è stata indicata dagli elettori con valori poco distanti l’una dall’altra, rivendica a sé il ruolo di governo che però non potendo essere autosufficiente, dal punto di vista numerico, chiede o pretende che gli “altri” votino il proprio programma.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente gli “altri” non ci stanno e la conseguenza è uno stillicidio di incontri, dichiarazioni, controdichiarazioni, puntualizzazioni e altre amenità del genere che non producono assolutamente nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo la situazione economica si fa sempre più pesante e noi tutti siamo tenuti in ostaggio da tasse e gabelle che nel frattempo ci hanno fatto balzare ai primi posti, a livello mondiale, toccando il 52% del prelievo fiscale che ogni italiano è tenuto a versare alle casse dello stato ricevendo in cambio sempre meno istruzione, sempre meno sanità, sempre meno sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quel che riguarda il lavoro, poi, anche in questo caso, stiamo facendo passi da gigante verso la disoccupazione, massime quella giovanile.</p>
<p style="text-align: justify;">A sentire i signori della politica, tutti invocano l’istituzione di un governo solido nei numeri e in grado di governare, salvo poi a ostacolarne la nascita. Nel frattempo i problemi s’incancreniscono e un italiano su due viaggia verso l’indigenza.</p>
<p style="text-align: justify;">La tragica storia che si è verificata a Civitanova Marche, ultima dal punto di vista temporale, ci sta ad indicare come una coppia di onesti e dignitosi anziani siano arrivati addirittura al suicidio pur di evitare l’onta di dover stendere la mano per vivere, dopo aver cercato invano una soluzione ai loro problemi di natura economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno studio di questi giorni ha rilevato e poi ci ha rivelato, attraverso un’esauriente carta geografica, che l’Italia del sud, corrispondente al regno di borbonica memoria, allargata alla Sardegna, ha un Pil inferiore alla stessa Grecia.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa situazione, la Roma politica sembra fare di tutto per celebrare i propri inconcludenti riti, dimenticandosi di tutte le mirabolanti promesse elettorali.</p>
<p style="text-align: justify;">Piccola annotazione storica: sembra che i teologi bizantini continuassero imperturbabili nelle loro sterili, secolari disquisizioni circa l’eventuale sesso degli angeli, anche quando i Turchi di Maometto II, El Fatih, (il conquistatore), stavano per espugnare Costantinopoli nel 1453, ponendo così fine all’Impero Romano d’Oriente.</p>
<p align="right"><em><i>Giovanni De Meo<br />
</i><i><a href="mailto:giovanni.demeo@alice.it">giovanni.demeo@alice.it</a></i></em></p>
<p><i>Roma, 7 aprile 2013.</i></p>
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		</item>
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		<title>Un libro particolare</title>
		<link>http://www.upi-aisi.com/un-libro-particolare/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Mar 2013 18:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità Gv. De Meo]]></category>

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		<description><![CDATA[Si tratta di una nuova pubblicazione edita da una altrettanto nuova Casa Editrice. Stiamo parlando delle “Edizioni CONOSCERE” che esordirà con la pubblicazione di una ricerca unica nel panorama editoriale mondiale. Si tratta, infatti, di un nuovo libro dedicato all’“Antropologia  &#8230; <a href="http://www.upi-aisi.com/un-libro-particolare/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si tratta di una nuova pubblicazione edita da una altrettanto nuova Casa Editrice.</p>
<p style="text-align: justify;">Stiamo parlando delle “Edizioni CONOSCERE” che esordirà con la pubblicazione di una ricerca unica nel panorama editoriale mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta, infatti, di un nuovo libro dedicato all’“<b><i>Antropologia  biblica  sui testi originali</i></b>”. <i> Una presentazione chiara e corretta dell’Antropologia Biblica con correzione degli errori di traduzione dei testi originali.</i></p>
<p style="text-align: justify;">Il libro “<i>Antropologia biblica sui testi originali</i>” ha lo scopo di correggere gli errori di traduzione dei termini antropologici ebraici e greci e di evitare, per esempio, la traduzione della parola ebraica <i>nefeš</i> con la parola “anima” perché essa, come dicono Fiorenza e Metz, nel IV volume del “<i>Mysterium Salutis</i>” [che fa parte di una serie di volumi che presentano il pensiero dogmatico e teologico della Chiesa Cattolica], «fa sottintendere il dualismo platonico». Correggendo gli errori di traduzione, si evita l’incongruenza di un’anima immortale, che muore (<i>nefeš met</i> anima morta, Numeri 6:6), quella di una sapienza psichica che non discende dell’alto, “ma è terrena, psichica e diabolica” (Giacomo 3: 15). Gesù e il buon ladrone alla loro morte, non scesero negli inferi, ma nel soggiorno dei morti. Rachele non stava per rendere l’anima, ma l’ultimo respiro (Genesi 35:18). Nel figlio della vedova di Sarepta non ritornò l’anima, ma il respiro, la vita (1 Re 17:21,2).  Inoltre la correzione ha comportato l’eliminazione non solo dell’anima spirituale e immortale e del corpo  materiale, prigione dell’anima, ma anche dei termini paradiso, inferno, caos, materia, concetti estranei alla Bibbia.</p>
<p style="text-align: justify;">Solamente liberandoci del pensiero greco &#8211; indù di Platone e ripristinando il pensiero antropologico ebraico &#8211; cristiano, possiamo tradurre in maniera corretta i testi biblici antropologici e presentare ai lettori della Bibbia, che non conoscono la lingua ebraica e quella greca, un’antropologia biblica chiara e corretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Autore del testo è il professore di Teologia Sistematica, Michele Buonfiglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno collaborato nella ricerca sugli antichi manoscritti il professore Eduardo Urbina; Antonella Sannino, Laureanda in Teologia, si è occupata della segreteria; la professoressa  Sara  Minò ha corretto le bozze, mentre il giornalista, dottor  Giovanni De Meo, si occupa della redazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo dedicato alla preparazione di questo libro, è stato veramente breve: meno di due anni. Periodo, però, marcato da un intenso lavoro di ricerca, stesura e definizione del testo. Siamo lieti, quindi, di offrire questo volume all’attenzione dei nostri lettori.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro si compone di 150 pagine e il suo costo è di 20,00 Euro.</p>
<p style="text-align: right;" align="right"><i>Giovanni De Meo<br />
</i><i><a href="mailto:giovanni.demeo@alice.it">giovanni.demeo@alice.it</a></i></p>
<p><i>Castiglione del Lago, Perugia, 28 marzo 2013</i></p>
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		<title>Il mondo potrebbe guarire&#8230;</title>
		<link>http://www.upi-aisi.com/il-mondo-potrebbe-guarire/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 11:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Buonfiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bibbia e Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi è al potere spera di salvare le istituzioni con aperture timide e inadatte. L&#8217;umanità è divisa in due grandi categorie: chi mangia e chi ha fame. La libertà di pensiero e di critica, prima dignità dell&#8217;uomo. Come acquistare lo &#8230; <a href="http://www.upi-aisi.com/il-mondo-potrebbe-guarire/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><i>Chi è al potere spera di salvare le istituzioni con aperture timide e inadatte. L&#8217;umanità è divisa in due grandi categorie: chi mangia e chi ha fame. La libertà di pensiero e di critica, prima dignità dell&#8217;uomo. Come acquistare lo stato di completa libertà.</i></p>
<p style="text-align: justify;">La nostra società accusa una profonda crisi sociale; la crisi nasce dal profondo divario che esiste tra le strutture e lo sviluppo dell&#8217;umanità, divario che è stato favorito dal progresso scientifico e tecnologico.</p>
<p style="text-align: justify;">Religione, patria, famiglia, scuola e molte altre istituzioni sono, oggi, messe in discussione, contestate e, persino, respinte. D&#8217;altra parte i nuovi mezzi di comunicazione, i cosiddetti mass-media, operano una continua suggestione sulle masse e premono sugli argini delle istituzioni politiche, religiose, sociali come una marea sempre più crescente.</p>
<p style="text-align: justify;">I detentori del potere, consci del pericolo che corrono le istituzioni da loro dirette, attuano timide aperture con la speranza di salvarle; ma queste aperture si dimostrano, spesso, insufficienti ad evitare uno straripamento violento e rivoluzionario.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, i problemi in cui si dibatte la nostra umanità sono gravi e non possono essere certamente risolti con aperture marginali e, a volte, del tutto insignificanti; occorre qualche cosa di più profondo e radicale. Il male va curato alla radice e non in superficie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Due modi diversi e opposti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">4 miliardi di esseri umani vivono sul nostro pianeta e nel duemila sarebbe circa 7. Naturalmente l&#8217;aumento irrazionale e sproporzionato della popolazione acuisce tutti gli altri problemi e rende sempre più profonda la spaccatura che v&#8217;è nell&#8217;umanità.</p>
<p style="text-align: justify;">«Viviamo &#8211; ha affermato un uomo politico colombiano &#8211; in due mondi diversi e opposti: uno dove la gente vive in media 70 anni, l&#8217;altro dove vive 35 anni. la terra è divisa in due grandi parti: quella di coloro che non mangiano e quella di coloro che mangiano ma non dormono perché temono la rivolta degli affamati&#8230;Oggi più di un miliardo e mezzo di esseri umani vivono con la fame nel ventre, nel cuore, nel cervello».</p>
<p style="text-align: justify;">Forse c&#8217;è un poco di esagerazione in queste parole, ma bisogna dire che le statistiche dell&#8217;ONU ci presentano una situazione veramente tragica.</p>
<p style="text-align: justify;">Si dirà: «Ma che posso io, come singolo, fare di fronte a tali problemi? Che posso fare io per risolvere il problema della fame nel mondo? Queste son cose più grandi di me!».</p>
<p style="text-align: justify;">certamente avvenimenti di tale grandezza non possono essere risolti da singoli individui. Ma non dobbiamo, però, dimenticare che noi facciamo pur parte dell&#8217;umanità e che siamo delle cellule di questo grande tessuto. E&#8217;, perciò, doveroso fare propri questi problemi e cercare delle possibili soluzioni. E&#8217; altresì nostro dovere diffondere i princìpi che vorremmo fossero applicati su vasta scala e metterli in pratica, intanto, nell&#8217;ambito in cui operiamo. Solo così questi princìpi riusciranno a diffondersi sempre di più e potranno essere applicati in proporzioni sempre maggiori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Necessità di un discorso franco e sincero</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tutti lamentiamo la ingiusta situazione nella quale si trovano molti uomini; tutti recriminiamo contro i soprusi sociali, ma non sempre abbiamo le idee chiare circa i princìpi di giustizia sociale, che vorremmo fossero applicati, e circa i metodi più adatti da usare nella diffusione e nell&#8217;applicazione di tali princìpi.</p>
<p style="text-align: justify;">Se vogliamo fare un discorso valido e costruttivo, sul tema che ci interessa, è quindi necessario fare un discorso franco e sincero, evitando ogni forma di dogmatismo aprioristico, come pure ogni forma di culto della tradizione e di infantilismo fideistico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;uomo come un tutt&#8217;unico</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dovendo considerare problemi di carattere sociale, sarà necessario partire da una riflessione sull&#8217;uomo per passare poi ad esaminare l&#8217;ambiente sociale in cui egli vive. La prima considerazione che faremo è notare che in generale si pensa all&#8217;uomo in termini dualistici. Cioè, si è tentati di considerare l&#8217;uomo come formato da due entità distinte e separate: l&#8217;anima e il corpo, la prima spirituale e la seconda materiale. Questo dualismo: materia e spirito giunge a noi dal mondo greco. Lo spirito analitico greco, portò i filosofi dell&#8217;antichità a creare il dualismo: materia e spirito. Se, al contrario, ci trasferiamo nel mondo semitico biblico del Vecchio Testamento, vediamo che la mentalità sintetica degli ebrei non ha conosciuto tale dualismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono stati, quindi, i filosofi greci che ci hanno insegnato a considerare l&#8217;uomo in tali termini. Sappiamo, però, che questa visione dicotomica dell&#8217;uomo è errata. <strong><span style="color: #000000;">L&#8217;uomo va inteso come un tutt&#8217;unico.</span></strong> Non esiste una separazione tra il corpo (o meglio, le facoltà fisiche) e la psiche (o meglio, le facoltà psichiche dell&#8217;uomo); al contrario è praticamente impossibile separare l&#8217;uno dall&#8217;altra. E&#8217; interessante notare che questa visione «moderna» dell&#8217;uomo, inteso come un&#8217;unità indissolubile, è la stessa visione che la Bibbia ci offre dell&#8217;uomo. studiosi della Bibbia si sono accorti che essa non ci parla di un uomo che <strong>abbia</strong> un corpo e un&#8217;anima, ma di un uomo che <strong>è</strong> corpo, anima e spirito.</p>
<p style="text-align: justify;">In altre parole, il corpo, l&#8217;anima e lo spirito dell&#8217;uomo non sarebbero «parti», ma manifestazioni dello stesso e unico uomo. Un tutt&#8217;unico che resta tale in tutte le sue manifestazioni, siano esse in prevalenza fisiche, psichiche o spirituali.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo detto, «in prevalenza» perché è impossibile separare le varie manifestazioni in quanto ogni manifestazione è al tempo stesso fisica, psichica e spirituale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La libertà: un&#8217;esigenza fondamentale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">la prima dignità dell&#8217;uomo è la libertà di pensiero e di critica; chiunque sopprima questa libertà, viola un suo diritto fondamentale. così le «verità» che pensiamo di avere, possono essere proposte agli altri, mai imposte.</p>
<p style="text-align: justify;">La libertà è essenziale alla crescita dell&#8217;uomo; nessun essere può crescere se non è libero, se non ha la possibilità di svilupparsi in modo autonomo. Senza dubbio la sua maturità è condizionata dalla libertà. Libertà che è un&#8217;esigenza fondamentale dell&#8217;uomo. Ma l&#8217;uomo per essere veramente libero non deve esserlo soltanto da ogni coercizione che gli provenga dal di fuori, occorre che egli sia libero in tutto il suo essere. D&#8217;altra parte, l&#8217;uomo né può né deve essere considerato come individuo isolato, ma come una parte di un tutto, una cellula di un grande tessuto. L&#8217;uomo è parte della comunità umana. La sua crescita e il suo sviluppo sono condizionati dall&#8217;ambiente in cui vive. Molti sono, perciò, i fattori che riducono lo stato di libertà dell&#8217;uomo: fattori ereditari, ambientali, economici, sociali e altri ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; interessante, anche qui, notare che quando la Bibbia parla di ciò che impedisce la libertà dell&#8217;uomo, non si limita a considerare gli ostacoli che ne impediscono l&#8217;esercizio, ma anche offre all&#8217;uomo il rimedio per rimuovere gli ostacoli che, per così dire, «a monte» hanno creato una situazione di schiavitù e gli dà quindi la possibilità di raggiungere uno stato di autentica e completa libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;apostolo Paolo afferma: «Ora, se se ciò che non voglio è quello che faccio, non sono più io che lo compio, <span style="color: #000000;"><strong>ma è il peccato</strong></span> che abita in me. Io mi trovo dunque sotto questa legge che, quando voglio fare il bene, mi trovo davanti il male. &#8230;ma vedo un&#8217;altra legge&#8230; che&#8230; m&#8217;incatena alla legge del peccato che è nelle mie membra. Misero me uomo, chi mi libererà da questo corpo di morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. &#8230;perché la legge dello spirito della vita in Cristo Gesù mi ha affrancato dalla legge del peccato e della morte» (Romani 7:20-25; 8:1,2).</p>
<p style="text-align: justify;">Cristo, secondo Paolo, può rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono all&#8217;uomo di essere libero. Cristo offre all&#8217;uomo la possibilità di acquisire uno stato di autentica e completa libertà. In Cristo l&#8217;uomo è affrancato dalla «legge del peccato», dalla legge dell&#8217;egoismo.</p>
<p style="text-align: justify;">In Cristo l&#8217;uomo può diventare figlio di Dio, che è Padre di tutti gli uomini. In Cristo l&#8217;uomo viene a far parte di una nuova comunità, nella quale cade ogni privilegio, scompare ogni differenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Paolo potrà perciò dire: «Non c&#8217;è infatti distinzione tra il Giudeo e il Greco, perché egli è lo stesso Signore di tutti» (Romani 10:12).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma sarà bene, per avere un&#8217;idea chiara di ciò che la Bibbia insegna circa la giustizia sociale, esaminare in primo luogo il concetto di giustizia presso Israele antico, poi l&#8217;insegnamento di Cristo circa lo stesso tema, per poter infine, dopo alcune considerazioni di carattere generale circa il Cristianesimo, giungere a considerare quale dovrebbe essere il nostro atteggiamento oggi nei confronti del problema esaminato.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Michele Buonfiglio </em></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Se Gesù partecipasse alle elezioni  quale programma proporrebbe?</title>
		<link>http://www.upi-aisi.com/se-gesu-partecipasse-alle-elezioni-politiche-quale-sarebbe-il-suo-programma/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 10:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Buonfiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bibbia e Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[1. Gesù condanna la ricchezza? a) Gesù dice: “Voi non potete servire a Dio e a mammone [la ricchezza]” Luca 16: 13. Il termine mammone significa ricchezza, denaro, capitale. Il nostro mondo è schiavo della ricchezza. Chi ama la ricchezza &#8230; <a href="http://www.upi-aisi.com/se-gesu-partecipasse-alle-elezioni-politiche-quale-sarebbe-il-suo-programma/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center"><b></b><b>1. Gesù condanna la ricchezza?</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>a) Gesù dice: “Voi non potete servire a Dio e a mammone [la ricchezza]” </b>Luca 16: 13.</p>
<p style="text-align: justify;">Il termine mammone significa ricchezza, denaro, capitale. Il nostro mondo è schiavo della ricchezza. Chi ama la ricchezza non è un uomo libero, come potrebbe sembrare, ma è un suddito di un tiranno spietato ed esoso. Chi cade sotto il giogo della ricchezza perde l’amicizia con Dio. L’appellativo ingiusto [adikos] attribuito alle ricchezze non si applica sempre al denaro o al capitale, mezzi oggi indispensabili nella nostra società. Gesù condanna l’uso errato che alcuni fanno del denaro e del capitale. È ingiusto il capitale quando il profitto va ad alcuni pochi, mentre lascia i più nel bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>b) Essere o avere? </b></p>
<p style="text-align: justify;">“Così dunque ognuno di voi, che non rinuncia <b>a tutto quello che ha</b>, <b>non può essere</b> mio discepolo” Luca 14: 33.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi valiamo per quello che siamo e non per quello che possediamo. Gesù contrappone l’essere all’avere. Più mettiamo l’accento sui beni, sull’avere, meno sentiamo il bisogno di essere. Tutto ciò di cui ci carichiamo, ci tiene legati sempre più alle cose passeggere e trascurando i valori eterni.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>c) Una cosa ti manca…</b></p>
<p style="text-align: justify;">Un giovane ricco chiese a Gesù: “«Maestro … che devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: « … Tu conosci i comandamenti: <i>Non commettere adulterio; non uccidere; non rubare; non dir falsa testimonianza; onora tuo padre e tua madre</i>». Ed egli rispose: «Tutte queste cose io le ho osservate fin dalla mia gioventù». Gesù, udito questo, gli disse: «<b>Una cosa ti manca ancora: vendi tutto quello che hai, e distribuiscilo ai poveri … poi vieni e seguimi</b>». Ma egli, udite queste cose, ne fu afflitto, perché era molto ricco. Gesù, vedendolo così triste, disse: «Quanto è difficile, per quelli che hanno delle ricchezze, entrare nel regno di Dio!».</p>
<p style="text-align: justify;">Quelli che udirono dissero: «Chi dunque può essere salvato?» Egli rispose: «Le cose impossibili agli uomini sono possibili a Dio»”. Luca 18: 18-27.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>d) Vale la pena consumare il tempo per accumulare ricchezze?</b></p>
<p style="text-align: justify;">“La campagna di un uomo ricco fruttò abbondantemente; egli ragionava così, fra sé: &#8220;Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti?&#8221; E disse: &#8220;Questo farò: <b>demolirò i miei granai, ne costruirò altri più grandi, </b>vi raccoglierò tutto il mio grano e i miei beni<b> </b>e dirò a me stesso: «Tu hai molti beni ammassati per molti anni; riposati, mangia, bevi, divertiti». Ma Dio gli disse: «<b>Stolto, questa notte stessa la tua vita ti sarà ridomandata</b>; e <b>quello che hai preparato, di chi sarà?</b>». Così è di chi accumula tesori per sé »”. Luca 12: 16.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>2. L’operaio deve ricevere un giusto salario?</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>a) Nessun operaio deve essere frodato del suo </b><b>salario</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Gesù dice: </b>«Perché l&#8217;operaio è degno del suo salario<b>» </b>Luca 10:7.<br />
Giacomo nella sua epistola parla del salario frodato ai lavoratori.<br />
“Avete accumulato tesori negli ultimi giorni<b>. Ecco, il salario da voi frodato ai lavoratori che hanno mietuto i vostri campi grida</b>; e le grida di quelli che hanno mietuto sono giunte alle orecchie di Dio”. Giacomo 5: 3, 4.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>b</b><b>) Quale criterio nel pagare il salario? Il bisogno?</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>La parabola dei lavoratori dell’ultima ora</b></p>
<p style="text-align: justify;">“Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa, il quale uscì di mattino presto per assumere dei lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con i lavoratori per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. Uscito … verso l&#8217;ora terza … sesta… nona …  undicesima, ne trovò degli altri … e disse loro: «Andate anche voi nella vigna». Fattosi sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: «Chiama i lavoratori e da&#8217; loro la paga, cominciando dagli ultimi» … <b>quelli dell&#8217;undicesima ora …. ricevettero un denaro ciascuno. Venuti i primi, pensavano di ricevere di più; ma ebbero anch&#8217;essi un denaro per ciascuno</b>. Perciò, nel riceverlo, mormorarono contro il padrone di casa … Ma egli, rispondendo a uno di loro, disse: «Amico, non ti faccio alcun torto; non ti sei accordato con me per un denaro?  Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare a quest&#8217;ultimo quanto a te … o vedi tu di mal occhio che io sia buono?»” Matteo 20: 1-15.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo caso il padrone della vigna prende in considerazione il bisogno. Se avesse dato meno ai lavoratori dell’ultima ora, essi non avrebbero avuto il necessario per il giorno seguente. <b>Il padrone seguì il criterio del bisogno.</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>c) Quale fu la prima comunità a seguire il criterio del bisogno? </b></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo esempio di una comunità, che decise spontaneamente di vendere i propri beni e di usare il ricavato a favore dei bisognosi, fu la prima chiesa cristiana di Gerusalemme fondata da Maria, la madre di Gesù e dagli apostoli.<b></b></p>
<p style="text-align: justify;"><b> </b>“La moltitudine di quelli che avevano creduto era <b>d&#8217;un sol cuore e di un solo animo</b>; non vi era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva ma tutto era in comune tra di loro. Infatti non c&#8217;era nessun bisognoso tra di loro; perché tutti quelli che possedevano poderi o case li vendevano, portavano l&#8217;importo delle cose vendute, e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi, <b>veniva distribuito a ciascuno, secondo il bisogno”</b> Atti 4: 32, 34, 35.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><b>3. Come costruire una società corretta e giusta?</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>a) Gesù condanna ogni azione immorale</b></p>
<p style="text-align: justify;">Gesù condanna tutto ciò che è contrario alla morale.  “Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, <b>omicidi, adultèri,</b> <b>immoralità sessuale </b>(in greco la parola porneia sta per: fornicazione, adulterio, prostituzione femminile e maschile, atti contro natura, e altro), <b>furti, false testimonianze, diffamazioni.</b> Queste sono le cose che contaminano l&#8217;uomo” Matteo 15: 19.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>b)Gesù condanna ogni forma di violenza (omicidio e ingiuria) </b></p>
<p style="text-align: justify;">“<b>Voi avete udito che fu detto</b> agli antichi: «<i>Non uccidere: chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale</i>»; <b>ma io vi dico:</b> chiunque si adira contro suo fratello sarà sottoposto al tribunale” Matteo 5: 21-22.</p>
<p style="text-align: justify;">“Quelli che erano con lui, al momento del suo arresto, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». E uno di loro percosse il servo del sommo sacerdote, e gli recise l&#8217;orecchio destro. Ma Gesù intervenne. E, toccato l&#8217;orecchio di quell&#8217;uomo, lo guarì”. Luca 22: 49-51.</p>
<p style="text-align: justify;">In Giovanni 18: 10 è detto che fu Pietro a usare la spada: “Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la prese e colpì il servo del Sommo sacerdote”. Ma Gesù disse a Pietro: “«Riponi la tua spada nel suo fodero, perché tutti quelli che prendono la spada periranno per la spada»” Matteo 26: 52.</p>
<p style="text-align: justify;">I discepoli portavano delle spade, perché essi a volte percorrevano luoghi deserti dove vi erano bestie feroci, dalle quali dovevano difendersi.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>c) Gesù condanna ogni tipo di menzogna</b></p>
<p style="text-align: justify;">“Matteo 5: 32-37: “«<b>Avete anche udito che fu detto agli antichi</b>: &#8220;<i>Non giurare il falso</i>&#8220;. <b>Ma io vi dico</b>: non giurate affatto … <b>Ma il vostro parlare sia: &#8220;Sì, sì; no, no&#8221;.</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>d) Lo straniero è il nostro prossimo?</b></p>
<p style="text-align: justify;">Egli aveva relazioni con ebrei e stranieri, con uomini e con donne. Gesù curò ebrei e <b>stranieri.</b></p>
<p style="text-align: justify;">Gesù curò la figlia di una donna cananea Matteo 15: 21-28.</p>
<p style="text-align: justify;">Gesù curò il servo di un centurione romano Matteo 8: 5-13.</p>
<p style="text-align: justify;">Gesù parlò con una donna … samaritana in pubblico, cosa assolutamente proibita a suo tempo. La stessa donna samaritana e i discepoli si meravigliarono di quell’incontro. “La Samaritana allora gli disse: «Come mai tu che sei Giudeo chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?» Giovanni 4: 9. Anche i discepoli si meravigliarono che parlasse in pubblico con una donna. “In quel mentre giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che egli parlasse con una donna” … Gesù addirittura si trattenne con i samaritani due giorni. “Quando dunque i Samaritani andarono da lui, lo pregarono di trattenersi da loro; ed egli si trattenne là due giorni” Giovanni 4: 40.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>e)Gesù eliminò ogni pregiudizio verso le donne </b></p>
<p style="text-align: justify;">Il pio ebreo, nel tempo di Gesù pregava: «Dio mio, ti ringrazio perché non sono nato storpio, pagano, donna!!» Gesù parlò in pubblico con una donna adultera, che volevano lapidare.</p>
<p style="text-align: justify;">A coloro che volevano lapidarla e gli chiedevano che cosa ne pensasse, Gesù saggiamente rispose: «Chi è senza peccato per primo scagli la pietra». Tutti si allontanarono e Gesù chiese alla donna: «Dove sono? Nessuno ti ha condannato?» Ella disse: «Nessuno, Signore». Gesù disse: «Nemmeno io ti condanno, va e da ora in poi non peccar più».</p>
<p style="text-align: justify;"><b>4</b>. <b>Pagare le tasse?</b></p>
<p style="text-align: justify;"> “Gli mandarono delle spie … per coglierlo in fallo … e consegnarlo … al potere del governatore. Costoro gli fecero una domanda: «Maestro … ci è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma egli, accortosi del loro tranello, disse: «Mostratemi un denaro; di chi porta l&#8217;effigie e l&#8217;iscrizione?» Ed essi dissero: «Di Cesare». Ed egli a loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio» Luca 20: 20-26.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tranello era molto sottile: se Gesù avesse detto che di non  pagare il tributo a Cesare, sarebbe stato accusato di essere uno zelota. Gli zeloti sostenevano che non si doveva pagare il tributo ai Romani, perché questo costituiva una resistenza attiva all’occupazione romana. Gesù dice che la moneta, con l’effigie di Cesare doveva essere restituita a Cesare perché l’effigie era contraria alla Legge ebraica. Gesù, però, è contro ogni potere dispotico. Ai discepoli che discutevano chi fosse il più grande tra di loro Gesù disse: «I re delle nazioni le signoreggiano, e quelli che le sottomettono al loro dominio sono chiamati benefattori. Ma per voi non deve essere così; anzi … chi governa [sia] come colui che serve….  Io sono in mezzo a voi come colui che serve.  Luca 22: 24-27.</p>
<p style="text-align: justify;">Le prime comunità cristiana eleggevano (alzando la mano) gli anziani: “Dopo aver designato [eletto alzando la mano] per loro degli anziani in ciascuna chiesa, li raccomandarono al Signore, nel quale avevano creduto” Atti 14: 23.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>5. È giusto appropriarsi del denaro pubblico?</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>“</b>Gesù entrò nel tempio, e ne scacciò tutti quelli che vendevano e compravano; rovesciò le tavole dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombi. E disse loro: «È scritto: &#8220;<i>La mia casa sarà chiamata casa di preghiera&#8221;, ma <b>voi ne fate un covo di ladri</b></i><b>».</b> Matteo 21: 12, 13.</p>
<p style="text-align: justify;">Gesù ha chiaramente condannato il fatto che la religione possa esser occasione di arricchimento da parte dei dirigenti religiosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente Gesù condannerebbe gravemente tutti quei politici, che usano il denaro dei contribuenti per arricchirsi e non per i fini per i quali devono essere destinati. La politica deve fare pulizia di politici ladri e condannare e punire severamente ogni tentativo di spendere il denaro pubblico per interessi economici propri.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>6. Conviene distruggere la natura?</b></p>
<p style="text-align: justify;">“Guardate <b>gli uccelli del cielo</b>: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre… Osservate come crescono <b>i gigli della campagna</b>: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro” Matteo 6: 26, 28, 29.<b></b></p>
<p style="text-align: justify;">Dio ha cura di uccelli e di fiori e sicuramente vorrebbe che gli uomini, a cui ha affidato il pianeta, con tutti gli esseri che vivono in esso, prendessero cura del pianeta e non lo distruggessero poco alla volta, in modo sistematico e scientifico. In Apocalisse 11: 18<b> </b>è detto che arriverà [nella storia dell’umanità] “il momento di giudicare i morti e di dare il loro premio a coloro che rispettano l’ambiente e permettere che periscano tutti quelli che distruggono <b>la terra</b>”.</p>
<p style="text-align: right;" align="right"><i>Michele Buonfiglio</i></p>
<p style="text-align: justify;">Ponsacco, 9 aprile 2013.</p>
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		<title>Introduzione al pensiero teologico della Bibbia Ebraica</title>
		<link>http://www.upi-aisi.com/introduzione-al-pensiero-teologico-della-bibbia-ebraica/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 10:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Buonfiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bibbia e Teologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Una ellisse con due fuochi Walther Eichrodt, studioso della Bibbia Ebraica, osserva che «il patto …  tra l’Eterno e Israele è un elemento originale in tutte le fonti» (Theology of the Old Testament, vol. 1, p. 36). Gerhard Von Rad, &#8230; <a href="http://www.upi-aisi.com/introduzione-al-pensiero-teologico-della-bibbia-ebraica/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b>Una ellisse con due fuochi</b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b>Walther Eichrodt</b>, studioso della Bibbia Ebraica, osserva che «<b>il patto …  tra l’Eterno e Israele è un elemento originale</b> in tutte le fonti» (<i>Theology of the Old Testament</i>, vol. 1, p. 36).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Gerhard</strong> <b>Von Rad</b>, famoso studioso della Bibbia Ebraica, scrive: «il pensiero teologico di questo popolo <b>non deve essere</b> paragonato a <b>un cerchio con Dio al centro</b>, <b>ma</b> piuttosto <b>a un ellisse con due fuochi: Dio e il popolo»</b><i> </i>(<i>Estudios sobre el Antiguo Testamento</i>, p. 302).<b> </b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il profeta <b>Geremia </b>scrive: “Questo è <b>il patto</b> che farò con la casa d’Israele dopo quei giorni, dice l’Eterno,  io <b>metterò la mia legge nelle loro menti</b> e la scriverò sul loro cuore e sarò <b>il loro Dio </b>ed essi saranno <b>il mio popolo</b>” (Geremia 31:33).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b>Ogni evento ha senso se parte del processo guidato da Dio</b> </span><br />
<span style="color: #000000;"> Dio prepara l’umanità per i grandi eventi futuri, per <b>“il giorno dell’Eterno”,</b> il giorno del giudizio, dopo il quale <b>Dio farà nuovi cieli e nuova terra</b>. Ogni evento ha senso soltanto se incluso nel processo storico operato da Dio. Non soltanto Dio guida con mano potente la storia del suo popolo, ma anche quella di tutti i popoli. Egli farà sorgere e tramontare i regni, annienterà i superbi piani dei re.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b>Dio proteggerà il Popolo d’Israele a una condizione:</b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">“<b>Emendate le vostre vie</b> … e io vi farò abitare in questo luogo. Non ponete la vostra fiducia <b>in parole ingannatrici</b>, dicendo: <b>Questo è il Tempio dell’Eterno</b>. Ma … se praticate la giustizia … se non opprimete lo straniero, l’orfano e la vedova, se non spargete sangue innocente … allora vi farò abitare in questo luogo … Voi rubate, uccidete, commettete adulteri … bruciate incenso a Baal … e poi venite in questo tempio … e dite siamo salvi … <b>io farò con questo tempio</b> come ho fatto con Silo [santuario dove era conservata l’arca, distrutto dai Filistei], <b>vi scaccerò </b>dalla mia presenza <b>come ho scacciato tutti i vostri fratelli</b>” Geremia 7: 3-7, 9, 10, 14,15.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b>Il pensiero teologico della Bibbia Ebraica, può essere diviso in tre parti</b>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> <b>La prima</b> parte si occupa dell’<b>ETERNO (Yhwh)</b>, dei suoi attributi, della Rivelazione, della Creazione;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> <b>la seconda</b> parte si occupa del <b>PATTO </b>(<b>beri</b><b>ṯ</b>) tra Dio e gli uomini, <b>del messaggio </b>che il popolo di Dio deve recare, annunciando la venuta del <b>Messia</b>, la liberazione dell’uomo dal male e dalla  morte<b>;</b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b>la terza </b> parte si occupa del <b>POPOLO</b><b> di Dio,</b> del quale <b>tutti possono far parte,</b> e <b>del futuro popolo</b> di Dio, nei <b>nuovi cieli e nella nuova terra.</b><b></b></span></p>
<p style="text-align: right;"><em>Michele Buonfiglio</em></p>
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		<title>Il Significato di alcuni termini antropologici ebraici</title>
		<link>http://www.upi-aisi.com/il-significato-di-alcuni-termini-antropologici-ebraici/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 10:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Buonfiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antropologia Biblica]]></category>

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		<description><![CDATA[La nefeš in molti casi significa semplicemente vita Leggiamo in 1Re 17: 17: “Il figlio … della padrona di casa si ammalò … e non rimase in lui alito vitale”. Dopo la preghiera di Elia la vita ritornò nel bimbo &#8230; <a href="http://www.upi-aisi.com/il-significato-di-alcuni-termini-antropologici-ebraici/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><b>La</b> <b><i>nefeš</i> in molti casi significa semplicemente vita</b></p>
<p style="text-align: justify;">Leggiamo in 1Re 17: 17: “Il figlio … della padrona di casa si ammalò … <b>e non rimase in lui alito vitale</b>”. Dopo la preghiera di Elia la vita ritornò nel bimbo “Poi [Elia] invocò l’Eterno e disse: « O Eterno … fa che <b>la <i>nefe<i>š</i></i></b><b><i></i></b><b> [la vita o il fiato] </b>di questo fanciullo ritorni in lui». L’Eterno esaudì la voce di Elia: la <i>nefeš </i>[la vita o il fiato] del fanciullo ritornò in lui ed egli ritornò a vivere”» 1Re 17: 21,22.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><b><i>La Bā</i></b><span style="color: #666699;"><em><b>ś</b></em></span><b><i>ār</i></b><b> generalmente significa <i>carne</i></b></p>
<p style="text-align: justify;">Questa parola non è mai riferita a Dio, è riferita alla carne dell’uomo e molte volte a quella degli animali. Isaia parla della carne consumata come arrosto: “Ne brucia la metà nel fuoco, con l’altra metà prepara la carne, ne cuoce l’arrosto e si sazia”Isaia 44:16. Si parla anche della carne <b>come di un pezzo di carne del corpo umano</b> “Allora l’Eterno  … prese una delle sue costole e chiuse con la carne la parte” Genesi 2: 21..<b> </b>A volte si parla dei peli che sono sul <i>bā</i><em>ś</em><i>ār</i><span style="color: #666699;">:<b> </b></span>“faranno passare <b>il rasoio su tutto il </b><strong><span style="color: #666699;"><i>bā</i><em>ś</em><i>ār</i></span></strong><i>” </i>Numeri 8:7. Elifaz dice:  “<b>I peli del mio </b><strong><i>bā</i><em>ś</em><i>ār </i></strong>si rizzarono” Giobbe 4:15.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><b>La </b><strong><i>bā</i><em>ś</em><i>ār</i></strong><b> è generalmente la parte visibile dell’uomo</b></p>
<p style="text-align: justify;">Nelle descrizioni dell’intero uomo <i>bā</i><em>ś</em><i>ār</i> a volte rappresenta <b>la parte visibile dell’uomo</b>. In Giobbe 10: 11 <b>la </b><strong><i>bā</i><em>ś</em><i>ār </i></strong><b>è nominata con la pelle, con le ossa e con i nervi</b>.  Dio ha formato l’uomo come un Tessitore: “Di pelle e di carne mi hai rivestito, di ossa e di nervi  mi hai intessuto” Giobbe 10:11.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><b>A volte </b><strong><i>bā</i><em>ś</em><i>ār</i></strong><b> può rappresentare l’intero uomo</b></p>
<p style="text-align: justify;">Nel Salmo 102:5 si parla dell’effetto prodotto dall’afflizione sulla <strong><i>bā</i><em>ś</em><i>ār</i></strong>: il dimagrimento: “A causa  del mio gemere  si sono attaccate  le mie ossa alla mia carne <i>bā</i><em>ś</em><i>ār</i>. Nella Bibbia Ebraica la parte può rappresentare <b>l’intero uomo</b>. Nel Salmo 38:4 vediamo l’effetto devastante prodotto dalla consapevolezza del male commesso in tutto l’essere: <b>“Non c’è nulla di sano nella mia carne </b><strong><i>bā</i><em>ś</em></strong><i><strong>ār</strong> </i>a causa della tua ira”. Il male commesso produce dolore in tutto l’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><b><i>Rûah</i> è riferito più volte a Dio</b></p>
<p style="text-align: justify;"><i>Rûah</i> è riferito <b>più volte a Dio</b> che agli uomini e agli animali, mentre <i>nefeš </i>è riferito<i> </i>in pochissimi casi a Dio e <i>bā</i><i>ś</i><i>ār </i>non è mai riferito a Dio. In moltissimi casi <i>Rûah</i> designa il vento. Quando si riferisce <b><i>al vento</i> <i>rûah</i></b> si riferisce all’aria in movimento. “E Dio fece passare <b>un vento</b> [<i>rûah</i>] sulla terra e le acque si abbassarono Genesi 8:1.  “E lo Spirito di <b>Dio aleggiava sulla superficie delle acque</b> In Genesi 3:8 “Dio passeggiava nel giardino; <b>alla brezza del giorno”.</b></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><b>L’aria (<i>rûah</i>) dell’uomo è in primo luogo <i>il suo respiro</i></b></p>
<p style="text-align: justify;"><i>Rûah</i> sta in parallelo con <i>nešāmāh</i>, come si vede in Isaia 42:5 : “Dio … dà <b>l’alito vitale</b> [l’energia necessaria per vivere] al popolo, che è su di essa [terra] e <b>il respiro</b> a quelli che camminano in essa” . L’uomo per vivere <b>ha bisogno del <i>rûah</i> (il respiro di vita) e dell’alito vitale.</b> In Giobbe 34:14 è detto: “Se <i>Dio</i> dovesse decidere in cuor suo di ritirare a sé <b>il respiro</b> di vita [<i>rûah</i>] e <b>l’alito di vita [</b><i>nešāmāh</i>] ogni carne [<i>bā</i><i>ś</i><i>ār]</i> (<b>ogni essere vivente) perirebbe</b> insieme , e l’uomo alla polvere ritornerebbe”</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><b>Come comprendere la differenza tra <i>rûah</i> e </b><b><i>nefeš</i></b></p>
<p style="text-align: justify;">Due brevi considerazione per comprendere la differenza tra <b><i>rûah</i> il respiro di vita</b> e <b><i>nefeš </i>l’organo della respirazione</b>: 1)dobbiamo ricordare il versetto già citato dell’asina selvatica di Geremia 2: 24 “ “L’asina selvatica abituata al deserto che con il desiderio <b>della sua gola <i>nefeš</i></b>  <b>aspira l’aria</b> <i>rûah</i>”. 2) Nel diluvio gli esseri viventi sono chiamati ogni carne nella quale v’è respiro di vita: “ per distruggere ogni carne in cui è respiro di vita; <i>rûah hayyim</i>” Genesi 6: 17.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lēḇ o lēḇāḇ,</strong><b> cuore<br />
</b></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><b>La parola cuore e il suo significato fisiologico</b></p>
<p style="text-align: justify;">Il significato fisiologico  della parola ebraica <b> lē</b><b>ḇ</b><b> </b><strong>è</strong> <b>lo stesso in ebraico e nelle lingue moderne.</b> “Così [Joab] prese tre dardi e <b>li immerse nel cuore di Absalom</b>” 2 Samuele 18:14. Gli altri significati, però<b>, differiscono</b> sensibilmente.  La Bibbia Ebraica concepisce il cuore come l’interno dell’uomo, in un senso molto più ampio. Oltre <b>i sentimenti</b> il lēḇ comprende anche <b>i ricordi, le idee, i progetti e le decisioni</b>. Le attribuzioni caratteristiche del cuore, nella Bibbia Ebraica, riguardano soprattutto <b>la sfera emotiva, quella della sensibilità e quella razionale.</b></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><b>Solo Dio conosce il cuore dell’uomo </b></p>
<p style="text-align: justify;">Samuele deve ungere come re uno dei figli di Isai. Nel vedere  Eliab egli pensa che sia lui il prescelto, ma Dio lo mette in guardia dicendogli: “«Non guardare al suo aspetto né all’altezza della sua statura, poiché io l’ho rifiutato, perché l’Eterno non vede come vede l’uomo; <b>l’uomo infatti guarda l’apparenza, ma l’Eterno guarda al cuore</b>»” 1 Samuele 16:7.  Solo Dio può conoscere il cuore dell’uomo “il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa … chi lo può conoscere? <b>Io, l’Eterno investigo il cuore</b>” Geremia 17: 9,10.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><b>Le emozioni producono effetti positivi e negativi sul cuore</b></p>
<p style="text-align: justify;">Il cuore è sede di particolari disposizioni dell’animo come <b>la gioia e il dolore</b>. Anna in un primo momento “ha il cuore afflitto” a motivo della sua sterilità (1Samuele 1:8: “suo marito le chiedeva: Anna … <b>perché è triste il tuo cuore?”</b>)<b>,</b> ma dopo la nascita del figlio Samuele essa <b>è piena di gioia</b> (1Samuele 2:1 “Il mio cuore<b> esulta</b> nell’Eterno”). In Proverbi 17:22 è detto: “Un cuore lēḇ <b>allegro</b> è una buona medicina, ma uno spirito abbattuto inaridisce le ossa”. La situazione in cui si trova il cuore influisce sulle manifestazioni vitali.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><b>Al cuore  lē</b><b>ḇ</b><b> attribuite anche facoltà intellettive</b><b></b></p>
<p style="text-align: justify;">È il cuore lēḇ che acquista la conoscenza (da‘aṯ). In Proverbi 15:14: <strong>&#8220;</strong><b>Il cuore lē</b><b>ḇ</b><b> intelligente cerca la conoscenza&#8221;</b>.La conoscenza che riceviamo da Dio deve rimanere incisa nel nostro cuore e trasformarsi in una coscienza permanente : “Tu amerai dunque l’Eterno con tutto il tuo cuore, … Queste parole che io oggi ti ho proposto devono <b>rimanere nel tuo lē</b><b>ḇ</b><b> cuore</b>” Deuteronomio 6:5,6. Dio invita Israele a non essere sorda, ad ascoltare, altrimenti sarà costretto a ritirare la sua protezione ed essi saranno ancora una volta vittime dei loro nemici.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Nešāmāh,</b> <b>l’alito vitale</b></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><b>Per la Bibbia Ebraica la vita è possibile soltanto con l’alito vitale</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>La vita è possibile soltanto se si ha l’alito vitale.</b> La Creazione dell’uomo fu compiuta in due momenti: In un primo momento L’Eterno formò <b>l’uomo</b> completo dalla polvere della terra, in un secondo momento gli soffiò nelle narici un alito vitale e divenne l’uomo <b>un essere (o persona) vivente</b>. Dio crea l’alito vitale (un’energia che Dio dà all’uomo, che gli permette  di vivere) e ne è il custode. <b>Lo ritira per un tempo determinato, fino alla risurrezione</b>, quando i morti riceveranno di nuovo l’alito vitale e torneranno a vivere.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><b>La nešāmāh, l’alito vita essenziale alla vita </b></p>
<p style="text-align: justify;">La vita dell’uomo dipende dalla nešāmāh, dall’alito vitale, che Dio dà e conserva nell’uomo <b>fino a che vive</b>. Ricordiamo il figlio della vedova di Sarepta. “Il figlio della donna …  padrona di casa, si ammalò, la sua malattia fu così grave che <b>non rimase in lui più alito di vita</b>”1 Re 17: 17. Elia prega Dio: “O Eterno … ti prego, fa che la vita di questo fanciullo ritorni in lui. L’Eterno esaudì Elia: “la vita del fanciullo ritornò in lui ed egli visse”1 Re 17: 21,22.</p>
<p style="text-align: right;"> Michele Buonfiglio</p>
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		<title>L’Antropologia nella Bibbia Ebraica. La concezione unitaria dell’uomo</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 09:58:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Buonfiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antropologia Biblica]]></category>

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		<description><![CDATA[La creazione dell’uomo “E formò l’Eterno Dio l’uomo dalla polvere della terra gli soffiò nelle narici un alito vitale e divenne l’uomo  una persona  vivente Genesi 2: 7. Dio non formò dalla polvere della terra un corpo materiale mortale (nell’ebraico &#8230; <a href="http://www.upi-aisi.com/lantropologia-nella-bibbia-ebraica-la-concezione-unitaria-delluomo/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>La creazione dell’uomo</b></p>
<p style="text-align: justify;">“E formò l’Eterno Dio l’uomo dalla polvere della terra gli soffiò nelle narici un alito vitale e divenne l’uomo  una persona  vivente Genesi 2: 7. Dio non formò dalla polvere della terra un <i>corpo materiale mortale</i> (<b>nell’ebraico biblico non esiste né la parola <i>corpo</i> né la parola<i> materia</i>)</b>, ma un uomo, e non divenne un’anima vivente, ma <b>una persona vivente</b>. L’uomo completo per vivere ha bisogno dell’alito vitale.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><b>La traduzione greca dei LXX  stravolse la concezione biblica </b><b></b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>La traduzione greca dei LXX</b> fece deviare l’antropologia biblica verso una antropologia dicotomica (corpo materiale mortale &#8211; anima spirituale immortale concepiti in contrapposizione tra loro).<b> </b>La lingua greca e la filosofia greca (Platone nel Fedone concepì la morte come una separazione dell’anima dal corpo) stravolsero la concezione antropologica biblica. È necessario comprendere bene <b><i>il significato delle parole usate nella Bibbia Ebraica</i> e partire da <i>una concezione unitaria dell’uomo</i></b><i> </i>se vogliamo comprendere il pensiero antropologico della Bibbia Ebraica.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><b>Osservazioni preliminari</b><b></b></p>
<p style="text-align: justify;">La Bibbia Ebraica con un vocabolario relativamente piccolo riesce a spiegare le attività, le proprietà e le possibilità  dell’uomo. Una conoscenza del linguaggio antropologico biblico mette in luce <b>la ricchezza di significato delle parole che descrivono l’uomo</b>. Il pensiero sintetico ebraico deve essere tradotto nelle lingue occidentali, ma occorre fare attenzione, perché <b>la traduzione di un termine ebraico con una stessa parola di una lingua occidentale può facilmente trarci in inganno.  </b>La scoperta dell’ampiezza semantica dei principali termini antropologici ci aiuterà a comprendere meglio l’immagine biblica dell’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’uomo non è inteso <b>come composto di due elementi distinti: uno materiale, il corpo e uno spirituale, l’anima. </b>I termini  della Bibbia Ebraica relativi all’uomo  che esamineremo sono: <b><i>nefeš</i></b><b> persona</b>; <b><i>bā</i></b><b><i>ś</i></b><b><i>ār</i></b><b> carne;</b> <b>r</b><b>ȗ</b><b>ah spirito</b>; <b>le</b><b>ḇ</b><b> cuore;</b>.<i>nišāmāh </i><b>alito vitale. </b>L’uomo nella Bibbia è considerato come <b>un tutt’unico</b>. Occorre ricordare che alla <i>nefeš </i>non è mai attribuito il significato di una realtà indistruttibile insita nell’uomo in contrapposizione alla vita fisica, né di una realtà che potrebbe avere un’esistenza autonoma.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><b><i>La nefeš</i></b><b> può essere tradotta persona</b></p>
<p style="text-align: justify;">In Genesi 2:7<b> </b>l’uomo è definito: una <i>nefeš vivente</i>, una persona viva, un individuo vivente, l ’uomo tutto intero, formato da Dio è trasformato dall’alito vitale in un <b>individuo vivente</b>. La <i>nefeš vivente</i> è l’esatto contrario di una  <i>nefeš </i>morta, una persona morta, della quale si parla in  Numeri 6:6, dove è detto: “Un nazireo, consacrato all’Eterno, non si avvicinerà a una persona (<i>nefeš</i>) morta”. <b>La <i>nefeš vivente</i> è l’uomo tutto intero, che ha in sé l’alito vitale.</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>La <i>nefeš </i>è considerata anche l’organo del respiro</b></p>
<p style="text-align: justify;">Di Rachele, che stava morendo, è detto che “la sua <i>nefeš</i> esce”. È evidente che si può pensare soltanto <b>al fiato</b>. Genesi 35: 18 va tradotto così: “Mentre esalava <b>l’ultimo respiro</b>, (<i>nefeš</i>) perché stava morendo, ella lo chiamò Ben Oni (figlio del mio dolore) Genesi 35:18.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Michele Buonfiglio</em></p>
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		<title>In principio creò Dio l’universo</title>
		<link>http://www.upi-aisi.com/in-principio-creo-dio-luniverso/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 11:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Buonfiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bibbia e Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Per gli ebrei Dio è eterno e l’universo ha avuto un principio, pertanto, in principio, Dio creò dal nulla “i cieli e la terra” l’universo. Anche la scienza oggi afferma che l’universo ebbe un inizio. Così sia la Bibbia, sia &#8230; <a href="http://www.upi-aisi.com/in-principio-creo-dio-luniverso/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per gli ebrei Dio è eterno e l’universo ha avuto un principio, pertanto, in principio, Dio creò dal nulla “i cieli e la terra” l’universo. Anche la scienza oggi afferma che l’universo ebbe <i>un inizio</i>. Così sia la Bibbia, sia la scienza parlano entrambe di <i>un principio</i> in cui l’universo ebbe inizio.</p>
<p style="text-align: justify;">I filosofi greci partendo dal dualismo tra materia e spirito, inventarono il demiurgo, un dio ordinatore, che plasmò la materia eterna caotica e la trasformò nel cosmo, ma la Bibbia non parla né di materia, né di caos.</p>
<p style="text-align: justify;">Dio non si serve di una materia eterna preesistente, ma crea l’universo dal nulla in un preciso momento, che segna l’inizio del tempo e dello spazio.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la scienza, oggi, riconosce che prima dell’inizio c’era il nulla. Paul Davies, un fisico, scrive: «Ci si chiede spesso: dove è avvenuto il <i>big bang? </i>Lo spazio stesso ha avuto inizio con il <i>big bang</i>. Che cosa c’era prima del <i>big bang</i>? La risposta è che non c’era nessun ‘prima’.  Il tempo stesso ha avuto inizio col <i>big bang</i>… Molto tempo fa sant’Agostino affermò che il mondo era stato creato con il tempo e non nel tempo, e questa è esattamente la posizione scientifica moderna» (<i>La mente di Dio</i>, pp. 49, 50).</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi prima del <i>big bang, prima dell’inizio</i>, non essendovi<i> </i>né spazio né tempo né materia, non v’era <i>nulla</i>.</p>
<p style="text-align: justify;">Owen Gingerich (1930), professore di astronomia all’Università di Harvard, scrive: “Per quanto mi riguarda, sono persuaso della presenza al di sopra e all’interno del cosmo, di un Creatore dotato di un’intelligenza superiore. Credo inoltre che il contesto offertoci dal nostro universo … faccia parte del disegno e dello scopo di questo Creatore” (<i>Cercando Dio nell’Universo</i>, p. 47).</p>
<p style="text-align: justify;">Si è tentato di risolvere il problema della <i>prima mossa</i> formulando varie ipotesi, ma nessuna si è dimostrata capace di rimuovere il problema della prima mossa. Alcuni scienziati hanno fatto ricorso all’ipotesi di un <i>caos primordiale</i>, ma l’esistenza di uno stato caotico primordiale oggi è ritenuta infondata (il concetto di caos è un concetto mitico!!).  Altri hanno formulato <i>la teoria inflazionaria</i>, ma «Nemmeno la teoria inflazionaria è riuscita a esorcizzare la fatidica prima mossa» (Roberto Timossi, <i>Dio e la scienza moderna</i>,<i> </i>p. 252).</p>
<p style="text-align: justify;">Parlare di inflazione caotica, di universi neonati o a bolle, di vuoto quantistico è come parlare di cose fantastiche che non possono essere provate. Nessun modello di universo immaginato fino ad oggi è stato capace di risolvere il problema della prima mossa.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il filosofo Gottfried Wihelm von Leibniz (1646-1716) ‘nulla esiste senza una ragione sufficiente’. È perciò necessario cercare la ragione sufficiente dell’universo fuori dalla serie di cose contingenti, in un Essere eterno che porti la ragione sufficiente della sua esistenza in se stesso: questo essere non può che essere Dio, l’Eterno.</p>
<p style="text-align: justify;">Né il nulla, né il caso possono essere gli autori dell’universo, ma solo un Creatore, dotato di un’intelligenza superiore, può aver creato un universo congeniale all’esistenza di forme di vita intelligenti e auto consapevoli ed essere l’autore del disegno e del cosmo finalizzato a uno scopo.</p>
<p style="text-align: right;">                                                  <em>Michele Buonfiglio</em></p>
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		<title>E venne un uomo di nome Francesco</title>
		<link>http://www.upi-aisi.com/e-venne-un-uomo-di-nome-francesco/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 18:08:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni De Meo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità Gv. De Meo]]></category>

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		<description><![CDATA[Come la stragrande maggioranza degli italiani e di moltissimi altri milioni di spettatori stranieri, credenti e non, cattolici e non, ho assistito alla prima uscita del neo eletto papa. Molte sono le sensazioni che ha suscitato in me l’apparizione di &#8230; <a href="http://www.upi-aisi.com/e-venne-un-uomo-di-nome-francesco/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come la stragrande maggioranza degli italiani e di moltissimi altri milioni di spettatori stranieri, credenti e non, cattolici e non, ho assistito alla prima uscita del neo eletto papa.</p>
<p style="text-align: justify;">Molte sono le sensazioni che ha suscitato in me l’apparizione di Francesco I.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di tutto la sua figura serena e tranquilla, poi le sue prime parole e quello che è riuscito ad ottenere in quei pochi minuti. Mi riferisco al totale silenzio dell’intera Piazza San Pietro dopo la richiesta di elevare a Dio una preghiera silenziosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Non credo, o almeno non ricordo, un tale silenzio durato 60 lunghissimi secondi in una piazza  che non è riuscita ad accogliere tutti coloro che vi volevano entrare. Un silenzio assordante!</p>
<p style="text-align: justify;">Poi la croce, unico suo ornamento, che alcuni hanno detto essere d’argento, altri addirittura di ferro, ma non d’oro come l’hanno portata tutti i suoi predecessori.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo non trascurabile particolare, mi ha subito fatto scattare nella memoria il parallelo con l’arcivescovo brasiliano di Recife, Hélder Pessoa Camara (1909-1999) che viaggiava con una croce di legno, perché le varie croci d’oro che via via gli erano regalate, venivano regolarmente vendute e il ricavato serviva ad aiutare i suoi poveri.</p>
<p style="text-align: justify;">E finalmente il nome che in me, umbro d’adozione, ha suscitato una folla di paralleli spirituali, storici e naturalmente sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo di essere facile profeta nel prevedere un grande, grandissimo ritorno di fiamma e di devozione, nonché di pellegrinaggio nella sua terra, alla scoperta o alla riscoperta di questo grande personaggio che è riuscito a introdurre nella Chiesa Cattolica una grande riforma, senza provocare spaccature al suo interno.</p>
<p style="text-align: justify;">Era un periodo, quello del poverello d’Assisi, in cui la chiesa era percorsa da scandali e difficoltà a non finire, ma la sua umiltà e la sua fede molto tenace, riuscì proprio la dove altri avevano fallito.</p>
<p style="text-align: justify;">La riscoperta di questo grande predicatore, attraverso fatti concreti, come il suo viaggiare, per ben tre volte, sino in Terrasanta e in una occasione, durante una crociata, ebbe occasione di testimoniare la propria fede alla presenza del Sultano Malik al Kamil, questa riscoperta dicevo, spero possa far riapparire quei tanti valori che la nostra società consumistica, edonistica e farfallina ha messo da parte per sostituirli con “NON valori di massima importanza” che in questi anni sono cresciuti a dismisura grazie a televisioni e giornalini che si occupano solo di queste vere e proprie sciocchezze.</p>
<p style="text-align: justify;">Che il suo esempio e la sua costante richiesta di preghiera all’Altissimo, possa essere incisiva per questa nostra società così lontana dalla fede e dalla pratica religiosa.</p>
<p align="right"><i><i>Giovanni De Meo<br />
</i><i><a href="mailto:giovanni.demeo@alice.it">giovanni.demeo@alice.it</a></i></i></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per una civiltà dal volto umano</title>
		<link>http://www.upi-aisi.com/per-una-civilta-dal-volto-umano/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 09:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Buonfiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bibbia e Teologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il crollo di tutte le utopie In questi ultimi anni abbiamo assistito al crollo di tutti i miti, alla fine di tutte le utopie.  Le aspettative che tanti milioni di esseri umani avevano riposto nei movimenti politici e le grandi &#8230; <a href="http://www.upi-aisi.com/per-una-civilta-dal-volto-umano/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il crollo di tutte le utopie</strong></p>
<p>In questi ultimi anni abbiamo assistito al crollo di tutti i miti, alla fine di tutte le utopie.  Le aspettative che tanti milioni di esseri umani avevano riposto nei movimenti politici e le grandi illusioni giovanili del ’68 sono miseramente fallite.</p>
<p style="text-align: justify;">Il liberismo economico, che sembrava moribondo, ha ripreso forza e, dopo il consumismo, ha prodotto quella che viene chiamata <i>economia sommersa</i>, che produce milioni di disoccupati nei paesi industrializzati e una frattura sempre più profonda tra paesi ricchi e paesi poveri e tra molto ricchi e molto poveri nei paesi industrializzati.</p>
<p style="text-align: justify;">La scienza e la tecnologia, che avrebbero dovuto risolvere tutti i problemi dell’umanità,   si trovano costrette a lottare contro sempre nuovi problemi: nuove malattie, prodotte da batteri e virus sempre più agguerriti, inquinamento ambientale, sovrappopolazione, criminalità ecc.  Oggi, poi,  c’è grande difficoltà a trovare un lavoro e la disoccupazione porta con sé altri problemi non meno inquietanti come quello di trovare una casa per poi poter formare una famiglia.  Sembra quasi che la società voglia fermare la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra società, d’altra parte, già da qualche tempo, produce uomini al ritmo della catena di montaggio. Li programma, li elabora al computer, freddamente, a volte li concepisce in una provetta di un laboratorio biochimico, li priva della compagnia dei loro genitori, che per ragioni di lavoro non hanno più tempo da dedicare ai loro figli, li educa fin dai primi anni della loro esistenza con giocattoli mostruosi e cartoni animati di una violenza inaudita e presenta loro come ideali: il sesso, la forza fisica e mentale, il potere e la ricchezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è da meravigliarsi che essi possano poi giungere alla disperazione, all’angoscia, alla droga, alla violenza e formulare utopie illusorie, alienanti e autodistruttive, e, a volte, provocare lutti assurdi.</p>
<p style="text-align: justify;">È frequente, poi, ai nostri giorni, la distruzione di intere famiglie dovute alla pazzia suicida di un membro della stessa famiglia, come pure lo sterminio di intere popolazioni da parte di  bande armate o all’uccisione di persone sconosciute in luoghi pubblici da parte di un qualche pazzo squilibrato. A volte le popolazioni, che per moltissimi anni sono state sotto il dominio di dittatori, manifestano pacificamente chiedendo libertà e giustizia, sono massacrate dagli stessi dittatori, che appartengono alla stessa popolazione e che non rispettano né bambini, né donne. Solo con il sacrificio di molti morti potranno liberarsi dei dittatori.</p>
<p style="text-align: justify;">D’altra parte, se l’utopia è disumana perché alienante, altrettanto disumano è il <i>qualunquismo</i>, la mediocrità di molti, di tanti, che contenti di essersi <i>sistemati</i>, di potersi arrangiare, si disinteressano dei problemi degli altri Molti approfittano dei guadagni  immensi che la droga e tollerano il commercio della droga pur di ricevere benefici economici. Tutti condannano la droga e la violenza: in realtà cosa si fa per creare una civiltà più umana?  Quanti sono coloro che s’impegnano a costruire una civiltà dal volto umano?</p>
<p style="text-align: justify;"><b>C’è un profondo bisogno di significato<br />
</b></p>
<p style="text-align: justify;">Sembra poi che tra il <i>qualunquismo</i> di chi pensa soltanto al proprio tornaconto, il <i>predominio</i> del più furbo sul più ingenuo e la <i>violenza</i> di quelli che con le armi e la guerriglia pensano di poter cambiare la società,  non vi sia altra possibile strada da percorrere.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, ogni essere umano, qualunquista o violento, furbo o ingenuo, sente il bisogno consapevole o inconsapevole di significato, di pienezza, di felicità.</p>
<p style="text-align: justify;">“Una straordinaria  <i>ricerca di senso</i>,  ricerca del senso o non senso delle cose della vita e dei suoi molteplici aspetti, si è destata a tutte le latitudini soprattutto nelle giovani generazioni, impetuosa ed appassionata, talvolta addirittura febbrile, si muove in mille direzioni, assume forme diversissime e spesso contrapposte, penetra nei campi delle ideologie e delle confessioni, agisce sulle formazioni umane sino a poco fa inaccessibili e compatte e ne dissolve la monoliticità.</p>
<p style="text-align: justify;">Al di fuori o al di là di ogni preoccupazione di fedeltà a culture, a religioni, ad evidenze tradizionali, a convinzioni di gruppo o di ambienti, essa interpella la vita dell’uomo, i poteri che la caratterizzano, la realtà che l’accoglie ed attende di <i>sapere</i>  il senso, i significati veri della nascita, della morte, della linea del tempo che congiunge la nascita alla morte, delle molte esperienze che fra l’una e l’altra si compiono . . . attende di sapere il senso dell’amore . . . il valore di noi stessi e dei nostri sforzi. . . . Appunto, è in corso ovunque una grande ricerca di senso” (.Gioacchino Molteni, <i>Immagine dell’uomo e Cristianesimo,</i> Vita e Pensiero, Milano 1975, p.5)</p>
<p style="text-align: justify;">Una terza via ci deve essere proprio perché l’uomo possa trovare una risposta a questa sua esigenza profonda di senso, di significato della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando i giovani, per un attimo di felicità, si drogano distruggendo la loro vita, dimenticano che la felicità o è per tutta la vita o non serve, perché incapace di risolvere i problemi della vita e di  colmare il vuoto esistenziale che è dentro di loro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Occorre recuperare il senso del divino<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Voler costruire da soli, senza Dio, la propria felicità  è una pretesa assurda del nostro mondo contemporaneo.  È così che ai problemi strutturali dei paesi industrializzati, alle crisi internazionali di continue rivolte e guerre etniche, al deterioramento ecologico del nostro pianeta e ai mille altri problemi insoluti che ha la nostra società, si aggiunge un altro problema fondamentale: il vuoto esistenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna , però, riconoscere che anche  la religione, molte volte, può essere un alibi, dietro il quale nascondersi, può essere alienante al pari di una droga, se non si concretizza in una <i>fede operante</i>  o può essere violenta se si allea con il potere politico o lo assorbe.  In realtà, l’uomo per colmare il suo vuoto esistenziale non ha bisogno di <i>una</i> <i>religione</i>, ma ha bisogno di un contatto diretto con Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre aiutare la gente a recuperare il senso del divino, a comprendere che Dio è presente nella loro vita e che è di vitale importanza per l’uomo. Tutti devono capire che, se si elimina Dio dalla propria vita, la nostra dignità di uomini è compromessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non siamo figli di Dio, siamo ridotti al livello di bestie. È importante capire che fummo creati all’immagine di Dio e che è la nostra comunione con Lui che ci trasforma in esseri superiori alle bestie.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’Iddio sconosciuto</em> pubblicato dal prof. Michele Buonfiglio.<br />
Per maggiori informazioni rivolgersi alla segretaria dell’Associazione Interculturale Scientifica  Internazionale (AISI) Antonella Sannino, Cellulare  328-0207974 e-mail antonellamrs89@gmail.com</p>
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